Polonia Pellegrinaggi
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Auschwitz - Birkenau

     Durante l’occupazione i nazisti costruirono in Polonia molti campi di concentramento. Fra i più importanti quelli di Auschwitz (in polacco Oświęcim) e Birkenau (in polacco Brzezinka), dichiarati dall’UNESCO patrimonio dell’umanità e ancora oggi visitabili. Spesso vengono abbinati come Auschwitz-Birkenau, perchè si trovano molto vicini e normalmente rientrano entrambi nella stessa visita guidata, ma nelle vicinanze venne creato anche il campo di lavoro di Monowitz (in polacco Monowice) e 45 sottocampi di lavoro dove i deportati venivano sfruttati come schiavi. Questo complesso concentrazionario fu tragicamente fondamentale per la realizzazione del progetto nazista di sterminio degli ebrei, ma vi trovarono la morte  anche migliaia di polacchi.

Auschwitz - operativo dal 14 giugno 1940 come campo di sterminio.
     È impossibile contare quante persone vi furono soppresse nella camera a gas o vi morirono a causa delle impossibili condizioni di lavoro, di esecuzioni, per percosse, torture, malattie, fame, criminali esperimenti medici; furono  per lo più intellettuali polacchi e prigionieri di guerra sovietici. Nel bunker della fame fu ucciso padre Massimiliano Kolbe che si era offerto di morire al posto di un altro prigioniero, padre di famiglia.
     Nel 1943 venne deportato ad Auschwitz anche lo scrittore italiano Primo Levi, il quale raccontò poi le sue esperienze nel lager nazista in “Se questo è un uomo”, considerato un classico della letteratura mondiale.

Birkenau - operativo dall’ 8 settembre 1941 come campo di sterminio.
     Fu il campo più esteso (rinchiudeva oltre 100.000 internati contemporaneamente) e vi persero la vita più di 1.100.000 persone, in maggioranza ebrei provenienti da molti paesi europei, ma anche russi, polacchi e zingari. Impressionante è la memoria delle selezioni che venivano effettuate da parte delle SS all’arrivo dei convogli di deportati. Quanti venivano considerati non abili al lavoro - in primo luogo i vecchi ed i bambini -  venivano immediatamente condotti alle camere a gas, mentre i deportati  ritenuti abili venivano costretti a lavorare, fino allo stremo delle forze, in condizioni assolutamente disumane.


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